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MANIFESTO DEI DIRITTI DELLA PERSONA CON DIABETE

CLICCA QUI   per il “Manifesto dei diritti della persona con diabete”
firmato il nove luglio 2009 presso la Sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama,
Senato della Repubblica, dall’Associazione Parlamentare per la tutela e la
promozione del diritto alla prevenzione, nella persona del suo Presidente, il Sen.
Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, e
dal Prof. Paolo Cavallo Perin, Presidente di Diabete Italia, con il supporto non
condizionato di Novo Nordisk.
Il Manifesto è il primo documento al mondo realizzato per tutelare i diritti della
persona con diabete, sulla base di principi già enucleati nella “Dichiarazione
Universale dei Diritti dell’Uomo” e nella “Carta Europea dei Diritti del Malato”.
Si tratta di uno strumento che contribuisce ulteriormente a fornire preziose
indicazioni agli operatori sanitari, alle associazioni dei pazienti, ai politici,
alle Istituzioni e ai mezzi di comunicazione, con l’obiettivo di migliorare la cura
del diabete, la qualità di vita delle persone con diabete e contenere i costi della
sanità pubblica. Un primato italiano che ancora una volta distingue il nostro Paese
nella realizzazione di iniziative finalizzate alla prevenzione e alla cura del
diabete.
Vi segnaliamo inoltre il link del sito dal quale sono scaricabili le foto e i
materiali dell’evento svoltosi il 9 luglio 2009 in Senato:
http://www.mpaward.com/MANIFESTODEIDIRITTIDELLAPERSONACONDIABETE/
 

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“Ciao… mi chiamo Arianna e sono una ragazza di 14 anni che da quasi tre anni convive con il diabete. Quando mi fu scoperto il diabete non riuscivo a tollerarlo”, ci ha scritto Arianna, “ora ho capito che con il diabete posso vivere normalmente, la mia vita è felicissima anche così. Non mi lamento di niente e vorrei che tutti i bambini ragazzi diabetici la pensassero come me”. Detto fatto abbiamo chiesto ad Arianna di raccontare meglio la sua esperienza.


  Quando mi fu scoperto non riuscivo a tollerarlo. Ricordo che mi chiedevo sempre: “Che ho fatto di male per meritarmi questo?” Oppure: “Perché proprio a me doveva capitare?”.
A dire il vero queste sono domande che tuttora continuo a farmi. Ma in questi tre anni sono cresciuta, sono più matura e ho capito che con il diabete si può convivere. Sono più attenta quando si parla delle malattie e delle sofferenze che possono colpire bambini e ragazzi e ho capito che al mondo milioni di bambini soffrono per malattie più gravi della mia per le quali spesso non si può fare nulla.
Il diabete non ha poi portato grandi cambiamenti nella mia vita. L’unico vero problema è che inizialmente non mi accorgevo delle ipoglicemie. Della mia glicemia se ne occupavano i miei genitori, sopratutto mia sorella. Quest’estate ero in campeggio con mia sorella, abbiamo fatto acquagym e, appena uscita dall’acqua, mi stavo mangiando un panino quando ho iniziato a tremare e ad avere degli scatti. Mia sorella terrorizzata mi ha controllato la glicemia: era a 21 mg/dl, praticamente in coma ipoglicemico e io non me ne ero accorta! È stata una brutta esperienza e ho dovuto andare al pronto soccorso in ambulanza!
E poi… beh, devo ammetterlo, falsificavo le glicemie. Ricordo un periodo molto difficile quando mia mamma fu operata all’ipofisi e quando, per esempio, la vera glicemia era a 250 mg/dl io scrivevo 150. Le glicemie erano cosi alte perché quando uscivo di casa mangiavo caramelle o gelati di nascosto. Capii che era un grave errore quando l’emoglobina glicata risultò 9,5%. Capii che stavo sbagliando e feci un pianto… Le cose sono cambiate da quel momento.
Vabbè, ancora oggi trovo fastidioso farmi le iniezioni davanti a tutti, durante le feste o le pizzate ma per il resto non mi importa. Al liceo non ho problemi. I compagni mi accettano per come sono, sono loro a far sì che io mi senta una ragazza senza il diabete. Il diabete li incuriosisce, ogni volta che devo farmi il controllo sbirciano sempre per controllare a quanto ho la glicemia.
Sì, ho degli amici spendidi che mi seguono e vogliono il meglio, vogliono che io stia bene...
Insomma ragazzi e ragazze, i problemi ci sono ma, nonostante tutto io convivo con questa malattia felice e contenta insieme alla mia famiglia e cercando di portare a casa tutti i miei sogni e dare delle grandi soddisfazioni ai miei genitori.

Arianna

 

tratto dal sito DM1.it

Roche Accu-Chek, Vivi la             vita. Come vuoi.

 

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